Welfare Lear

Ovvero “Come sopravvivere in vecchiaia alla tassa di successione e vivere più o meno felici, forse.” Da “King Lear” di W. Shakespeare – drammaturgia e adattamento di Andrea de Manincor.

Prima nazionale 2024

FESTIVAL SHAKESPEARIANO ESTATE TEATRALE VERONESE BASTIONE DELLE MADDALENE 10, 11, 12, 13 Luglio 2024

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Rassegna stampa

Ufficio stampa
Maya Amenduni

Cast e crediti

Personaggi e interpreti:
Lear – Andrea de Manincor
Fool – Riccardo Bodini
Gonerilla – Sabrina Modenini
Regana – Gaia Carmagnani
Cordelia – Giulia Lacorte
Edmund – Solimano Pontarollo

Regia di Solimano Pontarollo

Aiuto regia Beatrice Zuin – assistente alla regia Yanis Ndoye
Scene di Simone Tessari
Musiche elaborate da Simone Tessari e Leonardo Mezzalira
Coreografie Varhynia Ziliotto

Costumi disegnati da Beni Montresor
realizzati da Sartoria Fiore Milano, rielaborati da Caterina Duzzi
Disegno luci di Francesco Bertolini
Ritratti Paolo Cristani
Grafiche di Elisa Toniolo
Ufficio stampa Maya Amenduni

Note d'Autore

La drammaturgia parte da una lunga suggestione, che ha attraversato questi anni e che è venuta a concretizzarsi in più di una riscrittura, nella stagione invernale 2024, per noi di Casa Shakespeare, con lo scopo di mettere a confronto le generazioni e quello che le generazioni sentono, avvertono, di Lear e del suo ingombro, come personaggio, più spesso come simbolo di una instabilità che ha molto dell’attuale. Lear è diventato materia di studio dei nostri allievi, giovani ed adulti. Da lì lo scatto verso il Welfare Lear.

Note di Regia

L’anno appena passato in relazione con LEAR mi restituisce due importanti contrapposizioni: quella dell’adulto, uno splendido fiore forte, maturo, pronto, forse da troppo tempo, a prendere in mano non solo la sua vita ma la gestione della sua quota di società, intendendo con questa la società civile, la società familiare, la società economica, prendendo il posto dell’anziano; dalla parte opposta la posizione o meglio la visione, di chi è uno splendido fiore appena sbocciato, cresciuta magari in ambienti “diversi” (la Wittemberg di Amleto è il nostro Erasmus) e che vede nell’anziano il saggio da ascoltare, la persona da accudire, il ricordo da venerare. Una contrapposizione rappresentata da una parte da Gonerilla, da Regana e da Edmund e dall’altra da Cordelia.

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