otello verona

“Otello” al Teatro Camploy

Il 22 Novembre 2022 al Teatro Camploy di Verona, in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, la 1a Circoscrizione Centro Storico di Verona presenta Otello di Casa Shakespeare a ingresso gratuito.

• Spettacolo con Annalisa Cracco, Andrea De Manincor, Solimano Pontarollo, Francesco Martucci. Disegno luci: Francesco Bertolini. Audio: Martina Zanetti. Costumi: Imperia. Adattamento di Andrea De Manincor. Produzione: Solimano Pontarollo e On View di Ornella Naccari

Racconti penosi di come furono spedite al mondo dei “non più” donne diverse, per disposizione sociale, censo, collocazione familiare sono rintracciabili nella tragedia greca (lo sconquasso di Cassandra, la fine indecorosa di Andromaca e tutte le Troiane, da Eschilo ad Euripide, da Ifigenia a Clitemnestra), nella letteratura latina (un esempio preclaro, l “Ottavia” di Lucio Anneo Seneca); nei versi immortali di Dante (Francesca, Pia, fra le altre), perfino nel boccaccesco Decameron con la vicenda esemplare di Lisabetta e del vaso di basilico (anche se in quel caso è un’induzione al suicidio da parte di terribili fratelli) … e se vogliamo considerare racconto letterario perfino l’episodio biblico di Susanna e i vecchioni, la lista risale ai principi, alle scaturigini stesse della letteratura.

Celebrare la giornata internazionale contro ogni forma di violenza perpetuata verso il genere femminile con l’ “Otello” di William Shakespeare è dunque un atto che ci permette di riconnettere la più alta forma di letteratura all’aspra, funesta tematica dell’omicidio di donne innocenti, ingiustamente accusate di colpe inesistenti, tragicamente spirate per mano della violenza maschile: per sottolineare come, talora in forme anche inconsapevoli, il genio letterario si sia mosso a commuovere i cuori parlando dell’abuso e sopruso fisico da parte di uomini nei confronti di donne, suscitando un sentimento di pena e di accusa per l’azione compiuta.

Il nostro “Otello” – o “Othello”, mantenendo la dictio scespiriana – si muove in particolar modo sul terreno del ricordo e del rimorso: punta cioè all’estrapolazione di ciò che è saliente nella storia, riduce la presenza in scena a quattro soli personaggi, veri e completi protagonisti della vicenda, rimarca e sottolinea il disegno criminale di Iago che coinvolge Otello e l’innocente Desdemona, e sceglie un punto di vista, quello di Cassio – ben prima di talune riscritture estive in forma di lettura interpretata al Teatro Romano, dato che la nostra produzione è del 2016 – che percorre la vicenda con il profondo rammarico dell’inazione, del “non aver visto abbastanza”, dell’ aver “taciuto troppo”.

Nella vicenda nota dunque di Otello, sconvolto dalla gelosia che lo porta ad uccidere la giovane moglie Desdemona, gelosia cui lo induce proditoriamente Iago, a propria volta colpito nell’amor proprio dal presunto tradimento compiuto dalla moglie Emilia giusto con Otello – dovremmo dunque parlare di una tragedia di vendetta, se si decidesse di approfondire questo versante del dramma – abbiamo deciso di non considerare tanto l’aspetto della “negritudine”, della diversità etnica – quando invece, ne “Il Mercante di Venezia”, è chiara nello stesso Shakespeare la natura oppositiva, antigiudaica, tipica del Cristianesimo presbiteriano nei confronti dell’ebreo Shylock – quanto quello dell’ineluttabilità dei destini in mano alla “smoking gun”, metaforicamente parlando, il cui grilletto è premuto dalla stupida, cieca violenza degli uomini, diretta contro chi si ritiene in posizione di formale sudditanza (la moglie rispetto al marito, la figlia rispetto al padre).

Ciò che però è chiaro nell’originale scespiriano, cioè la denuncia di un atto, di una azione inconsulta verso la bella Desdemona, è genialmente espresso da un’altra donna: Emilia, che scaglia un atto di accusa, sostenuto da una rabbia commossa e genuina, nei confronti, più che del diabolico marito Iago, della idiozia del generale Otello, dell’uomo potente angariato dalla subdola strategia del luogotenente, che porta alla morte la purezza innocente della povera Desdemona.

Fin nelle parole di Shakespeare, insomma, c’è un invito a non voltare la faccia mai di fronte all’avvertimento, anche minimo, della violenza del maschio nei confronti della donna: cosa che ancor oggi la società delle regole e degli interventi non riesce purtroppo a gestire, con tutto il peso delle tragiche conseguenze che questo atteggiamento – di vigliacca reticenza – porta con sé.

Prenotazione obbligatoria su Evenbrite: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-otello-433468113797

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