Co-prodotto da Casa Shakespeare e Sycamore T Company di Roma (già vincitrice di vari festival nazionali e internazionali), scritto da Patrick Girard (scrittore e compositore) e diretto da Solimano Pontarollo.

In scena due giovani interpreti straordinari: Selene Gandini, attrice Shakespeariana già conosciuta dal pubblico veronese per le sue performance a fianco di Giorgio Albertazzi al Teatro Romano, ma anche con Dario Fo, Giuseppe Patroni Griffi, Arnoldo Foà, Enrico Brignano, Elisabetta Pozzi, nonché regista e autrice in un percorso artistico personale sempre più approfondito e Michele Cesari, di formazione Actor’s Studio e già famosissimo tra il pubblico televisivo: Terapia d’urgenza” “Distretto di polizia”, “Sottocasa”, “Un posto al sole” per citare le soap opera più popolari, ma tanti film e cortometraggi internazionali nel suo curriculum.

Con la mise en espace “PRIMA DEL SANGUE-Macbeth Dialogues” ha debuttato a Verona lo Spazio Off CANTINA SHAKESPEARE durante la prima Shakespeare week italiana (25/4/2015) voluta dal nostro Direttore artistico Solimano Pontarollo.

La settimana successiva lo spettacolo ha replicato in anteprima nazionale a Roma, Teatro dell’Orologio-Sala Moretti.

In Agosto dello stesso anno lo spettacolo era al Teatro Arté di Capannori nell’XI Festival Shakespeare diretto da Antonella Padolecchia.

PRESENTAZIONE

Un uomo, una donna – ancora giovani, molto innamorati, complici nella vita e nei pensieri.

Un ritorno a casa, il più famoso della storia del teatro shakespeariano.

Il riposo di un guerriero stanco e ambizioso tra le braccia di una sposa amante ma inquieta, in un

luogo di ombre che non si vogliono vedere ma che non si possono più negare, in un tempo di

presagi e di paure irrazionali.

Il male – che è dentro di noi, invincibile, e che è più forte dell’amore.

E spesso ne è naturale conseguenza.

NOTE DI REGIA

Nella riscrittura della più breve e intensa tragedia shakespeariana l’autore concede unapprofondimento straordinario: analizzare il rapporto d’amore tra Macbeth e Lady, percorrere il loro reciproco desiderio di crescita, di evoluzione, di condivisione di un progetto di vita. Un confronto constatabile in tutte le coppie che guardano al futuro come un’opportunità per miglioraresé stessi e il proprio tenore di vita. Condivisibile, se l’etica e la morale non ci frenassero davanti allasopraffazione dell’altro, davanti all’annientamento dell’altrui vita, davanti all’assassinio.E’ con questo confine che si misurano, e nel confronto serrato perdono poco a poco il senso dellimite estremo, facendo prevalere il desiderio di vedere il compagno / la compagna di vita in unacondizione migliore a tutto, anche alla morte altrui.Nella costruzione scenica estremamente lineare e povera, due parallelepipedi saranno ora letto, oratavolo, ora ostacoli, ora altare per il sacrificio finale. I costumi, che volutamente mescolano il presente e il passato (come a dire che le spinte alla crescitanon cambiano?), saranno elemento in movimento, per raccontare la perdita di riferimenti precisi (morale, etica, onore, rispetto, ego?) nel percorso verso il nuovo futuro.L’agire incrocerà il quotidiano con l’onirico, il razionale con il sogno, in uno sforzo di affrontare dubbi e paure fino alla scelta finale. Un atto unico intenso, passionale, teso verso un desiderio di sopraffazione che è anch’esso parte dell’animo umano.

“ … per la prima volta insieme sul palco, due attori agli antipodi. Selene Gandini calca i teatri dall’età di 8 anni, ha lavorato con i grandi italiani …. Michele Cesari invece, dopo una formazione Actor’s Studio, ha lavorato soprattutto per il grande e piccolo schermo. Le due tecniche attoriali, quella carica di potenza mimica al punto da far vibrare col testo ogni muscolo del proprio corpo di Selene e quella permeata di spontaneità cinematografica di Michele, si sonotrasformate, sotto la regia di Solimano Pontarollo, in uno dei punti di forza dello spettacolo. Macbeth e la sua Lady in Shakespeare sono l’uno la croce e l’altra la testa di una stessa moneta e il testo di Girard ne esplora la relazione. Un amore passionale e carnale in cui la Lady tiene le briglie del suo stallone agendo sul suo inconscio con tutta l’arte della manipolazione femminile. La resa teatrale punta sull’impatto coreografico di movimenti quasi danzati in cui la semplice scenografia (due panche e quattro sgabelli) viene plasmata a impalcatura dell’ardua decisione finale. (Dunya Carcassole – L’Arena di Verona – 27 aprile 2015)”